Giorgio Alessandri «Un risultato straordinario. Una scommessa vinta. Un piccolo grande miracolo». E' raggiante il Magnifico Rettore dell'Università degli studi dell'Aquila Ferdinando di Orio nel commentare i dati relatvi alle iscrizioni per l'anno accademico 2009\2010, che lo hanno confortato dopo mesi di battaglie (vinte), attacchi (interni ed esterni all'Ateneo) e polemiche.
A fronte di 27mila studenti iscritti nel passato anno accademico sono 19,627 quelli che hanno dimostrato di voler rimanere a studiare all'Aquila: un dato che potrà crescere e raggiungere quota 20mila in virtù delle convenzioni aperte, come quella con la Guardia di Finanza che porterà 300 nuovi immatricolazioni, ed il recupero crediti formativi. «Siamo di fronte ad un dato eccezionale - ha commentato il Rettore - che ha premiato la scelta di far rimanere l'Università dell'Aquila nel capoluogo. Non nascondo di aver ricevuto pressioni interne ed esterne e, in alcuni casi, delle vere e proprie aggressioni per decentrare l'Ateneo in altre sedi, come Pescara, Carsoli o Chieti. I ventimila iscritti, che ringrazio, confermano una nostra convinzione: la città non può fare a meno dell'Università». Non mancano, però, considerazioni amare da parte di di Orio che ammette: «Le iscrizioni sarebbero state di più se si fosse risolto per tempo il problema delle residenze universitarie. Ad oggi l'unica soluzione proposta è quella individuata dall'Università che ha reperito i 200 posti nella Reiss Romoli. Mi augro che ora la Regione, tramite l'Adsu, e la Protezione civile, per la questione dei posti letto all'interno della Campomizzi, facciano la loro parte. Gli studenti hanno sopportato e sopportano trasferimenti e disagi ed è palpabile una certa insofferenza da parte di chi si aspetta solamente ciò che è stato promesso».
25/01/2010
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