L'AQUILA (25 febbraio) - Due striscioni sono appesi all’ingresso della caserma Campomizzi che ospita alcuni tra gli sfollati del post-terremoto: “La deportazione riparte dalla caserma Campomizzi” e “Terremotati e sfrattati: Di Orio ci ospiti tu”.
In questo modo alcuni tra i residenti, una cinquantina complessivamente, hanno voluto protestare pacificamente al momento dell’annuncio da parte dell’Azienda per il diritto allo studio, che oltre 400 alloggi della caserma saranno resi disponibili sin dalle prossime settimane agli studenti universitari. E la cosa comporterà un nuovo trasferimento delle persone che sono attualmente all’interno.
«Così dopo nove mesi di mare mi hanno fatto venire qui per sbattermi un’altra volta fuori, magari in montagna - spiega Mario Ianni, residente della caserma - visto che le soluzioni che mi prospettano riguardano Rocca di Mezzo o Pescasseroli». «C’è preoccupazione tra i più per un sistema che rischia di scatenare una guerra fra i poveri - secondo Claudio Nobile, un altro residente - perché qui si chiede a delle persone anziane che vivevano in case del centro storico di tornare a viaggiare dalla costa, mentre gli studenti, la maggior parte dei quali proviene dalle altre province abruzzesi, non possono ora che ormai metà anno accademico se n’è andato, fare i pendolari per altri pochi mesi».
«Solo il 25 gennaio scorso il consorzio formato da Reluiss, Cineas e Fintecna, ha sottoscritto la convenzione che lo abilita ad agire per conto del Comune dell’Aquila nell’esame delle pratiche di ristrutturazione degli edifici colpiti dal sisma», ha rivelato, carte alla mano, i consigliere comunale Udc, Corrado Sciomenta in occasione della seduta della Commissione Garanzia. «A questo punto mi chiedo a che titolo il consorzio ha operato prima della firma della convenzione. Si tratta di un pacchetto da 12 milioni di euro visto che Reluiss percepisce per convenzione 5 milioni e 800 mila euro, mentre a Cineas saranno versati 6 milioni di euro. Non ci sono cifre invece sulla convenzione per quanto riguarda la Fintenca», ha aggiunto sciomenta, sottolineato inoltre che l’esame delle pratiche talvolta viene effettuato anche in studi ubicati in ogni parte d’Italia. «Questo significa che le nostre pratiche fanno il giro del mondo - ha continuato - con il rischio che vengano perdute».
Non è un caso secondo Sciomenta che siano lievitate le richieste di integrazione delle pratiche B e C. «Siamo quasi a quota 2 mila - ha aggiunto - A volte una pratica viene bloccata per la mancanza ad esempio della domanda di contributo. Domanda che ovviamente non poteva che essere prodotta come provato dal primo step della istruttoria.
Entro il 28 febbraio dovranno essere presentati i documenti necessari a corredo delle richieste di contributo per riparare o ricostruire pervenute per posta o per corriere. Lo ricorda il servizio Emergenza e Ricostruzione. L’ufficio ha infatti rilevato che numerose domande giunte a Fintecna o agli uffici comunali per ottenere i fondi per la riparazione o la ricostruzione di immobili B, C ed E sono prive, di documenti essenziali ai sensi delle ordinanze che si sono succedute e della cosiddetta “check list” pubblicata sui siti internet del Comune e Fintecna.
05/03/2010
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