Mario Resca
McDonald's Italia
Uninetwork - Dottor Resca, sicuramente quando si arriva ai suoi livelli si diventa, per chi intraprende un corso di studi come quelli promossi dall'Università Bocconi, dei fari nella notte di tanti aspiranti uomini di gran successo.
Quanto ha inciso l'Università nel percorso verso tanto prestigio?
Resca - Tutto! Se non mi fossi laureato alla Bocconi, già sarebbe stato poco probabile per
me, all'inizio della mia carriera professionale, entrare in Case Manhattan Bank e da li incamminarmi per quella strada che mi ha portato nel 1992 ad entrare in contatto con McDonald's.
Provenire dalla Bocconi è sempre stato un elemento di privilegio nella mia carriera professionale.
Uninetwork - La fortuna di una rete distributiva come quella di McDonald's è sicuramente legata, tra le altre cose, a quel mito della velocità che permea i nostri tempi insieme a quello dei grandi numeri: secondo lei è ancora possibile creare realtà imprenditoriali valide e solide ispirandosi a principi quali la lentezza e i numeri discreti?
Resca - La velocità di comunicazione, il servizio rapido e rapidità in genere sono vissuti sempre di più come un miglioramento della qualità della vita e anche come indice rappresentativo di maggior libertà personale. Essere serviti subito quando si fa benzina con la propria auto o si va al ristorante, consente di dedicare più tempo ad altri aspetti della propria vita, migliorandone così la qualità.
Ad esempio è possibile poi viaggiare con maggiore calma, arrivare prima a casa per stare più tempo in famiglia, mangiare con più calma, … Se lentezza dunque vuol dire disservizio, e numeri discreti mi portano ad avere maggiori costi, allora c'è scarso spazio per loro. Forse solo l'artista, o il grande artigiano, è in grado di coniugare lentezza e numeri bassi con un'altissima qualità.
Uninetwork - Che futuro per l'iniziativa del singolo in un mondo che cerca di accorpare tutto e di creare poche grandissime società che distribuiscono la maggior parte dei servizi necessari?
Resca - L'iniziativa del singolo è comunque sempre l'idea alla base della creazione di progetti che si possono trasformare anche in grandi realtà, proprio come è successo per McDonald's più di 40 anni fa grazie all'idea del suo fondatore Ray Kroc.
Non vorrei che la piccola imprenditoria cedesse completamente il passo alle grandi società e non credo che questo accadrà, le due cose possono coesistere. McDonald's in tutto il mondo applica proprio questo principio mediando tra un'organizzazione internazionale, con i vantaggi di una lunga e articolata esperienza, ed una gestione "personale" del singolo licenziatario.
In ogni Paese dei 119 in cui siamo presenti, la gestione manageriale dei ristoranti è affidata ad imprenditori del luogo che conoscono la singola realtà e ne hanno a cuore gli interessi. Ci sono naturalmente dei fondamenti da rispettare quali le procedure relative alla qualità dei prodotti, il servizio e la pulizia dei locali, le norme di sicurezza.
Per tutto il resto ogni licenziatario è libero di gestirsi come meglio reputa indirizzandosi ad una conduzione personale del marketing, ad un'ottimizzazione del conto economico, all'organizzazione di iniziative legate alle tradizioni del luogo o alle necessità della gente.
Uninetwork - Alcuni sociologi indicano i ristoranti McDonald's come esempi di non-luogo. Pensa che nel futuro diverrete più attenti alle realtà culturali in cui vi inserite o manterrete sempre e dovunque la medesima immagine ed offerta?
Resca - Probabilmente questo aspetto è meno conosciuto al grande pubblico, ma una delle priorità di McDonald's è proprio quella di adattarsi alla realtà locale di ogni Paese, di ogni città e spesso anche di ogni quartiere in cui si inserisce.
Il segreto del successo della catena in tutto in mondo è infatti la combinazione tra la garanzia di altissimi standard di qualità - dai prodotti, al servizio - comuni in tutti i Paesi e elaborati in anni di esperienza maturata confrontandosi con migliaia di realtà differenti e la capacità di adattarsi ad ogni luogo in cui apriamo un nuovo locale.
Questa attenzione è dovuta al fatto che non sempre, per tradizione, religione o consuetudine, gli stessi standard - architettonici o di gusto alimentare - sono applicabili in tutto il mondo.
Ecco perché in Israele, ad esempio, ci sono tre ristoranti kosher, che non servono cheesburger e latticini, mentre in India, per rispetto della popolazione Indu, si trovano i soli McDonald's che non servono carne bovina. In alcuni Paesi, inoltre, vengono aggiunti piatti speciali alla tradizionale offerta di hamburger, pollo, pesce e patatine, quali il "McHuevo" in Uruguay, un hamburger con un uovo al burro; il "Samurai Pork Burger" in Thailandia, con salsiccia; il "Chicken Tatsuta" in Giappone, con pollo fritto e salsa di soia; nel nostro Paese vengono servite le insalate fresche e quelle di riso.
Ma il cibo non basta, anche nella progettazione dei locali ci impegniamo a tenere conto e rispettare la tradizione architettonica propria dei luoghi in cui ci inseriamo. I ristoranti McDonald's nascono tutti avendo alla base gli stessi standard che, grazie alla lunga esperienza, rispondono alle esigenze dei consumatori e dei dipendenti che ci lavorano, ma non dimentichiamo che un ristorante in un centro storico avrà delle esigenze di inserimento architettonico di uno situato all'interno di un centro commerciale.
Parlando di Italia, posso portare alcuni esempi significativi: la recente apertura del primo ristorante ad Assisi, sorto nella zona industriale di Santa Maria degli Angeli, ha cercato di tenere conto dell'importanza del contesto urbano e della sua valenza di "sito industriale archeologico" realizzando l'edificio in stile capannone utilizzando alcuni tra gli elementi più rappresentativi dell'architettura industriale.
A Viterbo abbiamo aperto un ristorante all'interno dei locali che ospitavano un antico caffè del centro della città ristrutturandolo esattamente com'era un tempo. Molti dei nostri ristoranti, infine, sono realizzati a tema per celebrare eventi particolari; a Roma, ad esempio, è stato recentemente realizzato un locale a "tema aeroporto" per festeggiare la partnership McDonald's-Alitalia.
A Milano è recente l'apertura di un locale a "tema calcistico"; a Napoli è sorto il McMusic, il primo McDonald's al mondo caratterizzato da un'ambientazione a "tema musicale".
Uninetwork - Molti universitari si guadagnano la pagnotta anche lavorando da McDonald's. Quanto può essere utile, a suo giudizio, per chi aspira a dirigere grandi multinazionali, conoscere il mondo delle aziende dalla parte di chi deve solo ubbidire?
Resca - Avete centrato un aspetto fondamentale per McDonald's. Oltre l'80% dei manager che lavorano in McDonald's provengono proprio dall'esperienza presso i ristoranti che riteniamo fondamentale per poter gestire il lavoro a livello manageriale.
Non solo, chi entra a far parte di McDonald's e lavora negli uffici, prima di iniziare deve passare un periodo di tempo in un ristorante e sperimentare tutte le mansioni previste dai diversi ruoli. Inoltre, una volta all'anno, in occasione della commemorazione del fondatore di McDonald's, Ray Kroc, tutti coloro i quali lavorano per l'Azienda all'interno degli uffici ritornano per un giorno in un locale a servire hamburger e patatine ai clienti. Per lavorare bene in un'azienda, soprattutto come la nostra, sapere ed aver sperimentato come funziona il lavoro nei ristoranti è di importanza assolutamente fondamentale.
Uninetwork - Secondo lei, una scuola che insegna come si fa a fare i soldi deve anche insegnare come si fa a farne a meno?
Resca - La scuola non deve insegnare come fare i soldi o come farne a meno. La scuola deve preparare i giovani ad affrontare la realtà del lavoro fornendo loro gli strumenti necessari per costruirsi da soli la propria posizione. La scuola quindi - e l'Università Bocconi ne è un ottimo esempio - permette che i suoi studenti abbiano a disposizione tutti i mezzi per poter costruire sulle idee, creare nuove opportunità sfruttando le intuizioni o le iniziative del singolo.
|