Pierluigi Trombetta
Console in Canada
Quali cose ricorda con maggior piacere dei suoi anni da studente universitario?
Il contesto generale. Tanti ragazzi in uno stesso ambiente e la possibilita' di fare amicizie e conoscenze. In particolare ricordo la vecchia sede di Corso Mameli piena zeppa di persone. Dovunque si andasse (l'atrio al piano terra, la sede della Club dove si acquistavano i libri, il primo piano con i tavoli per lo studio, l'Aula E che era una sala studio non troppo silenziosa) si incontrava qualcuno che si conosceva.
Nel corso dei suoi studi quali caratteristiche dell'Ateneo bresciano ha potuto maggiormente apprezzare?
Le dimensioni ridotte. E' pero' un elemento positivo che ho potuto apprezzare solo a posteriori. Negli anni successivi alla laurea ho infatti conosciuto molti laureati provenienti da grossi atenei, in particolare dall'Universita' La Sapienza di Roma. I loro ricordi universitari erano quelli di un'ambiente spersonalizzato, dispersivo e senza punti di riferimento. A Brescia, diversamente dalle grosse Universita', era possibile parlare ai docenti o ai loro assistenti. Era agevole recuperare le informazioni. I servizi funzionavano ed il personale della Segreteria (il mio ricordo e' naturalmente limitato alla Facolta' di Economia) e' sempre stato gentile ed efficiente.
E che impressione le è rimasta del contesto, ovvero della città e dei suoi abitanti?
Brescia e' la mia citta'. Diversamente da chi e' venuto a Brescia specificatamente per gli studi universitari, il mio legame con la citta' e' quello di cittadino e non quello di chi si e' trasferito per un importante periodo della propria vita in un'altra citta'. Il rapporto con Brescia quindi si e' sviluppato indipendentemente dagli studi universitari. L'unico elemento e' che certamente ritengo di essere stato fortunato avendo potuto trascorrere gli anni dell'universita' nella mia citta'.
Cosa consiglierebbe a un giovane che volesse intraprendere la sua stessa carriera?
La carriera diplomatica, almeno nella nostra citta', e' sconosciuta. C'e' certamente una certa diffidenza verso la pubblica amministrazione. Cio' comporta poco interesse per le opportunita' che comunque esistono.
La carriera diplomatica e' un'ottima scelta di vita per chi e' curioso e vuole conoscere il mondo non da turista. Ci si ferma in ogni sede per circa 3 o 4 anni e, nel corso della carriera, oltre agli anni in cui si lavora al Ministero, un diplomatico alterna mediamente 5,6 o 7 sedi negli angoli piu' diversi del mondo.
Quindi mi sento certamente di consigliarla ai giovani che vogliono scoprire il mondo e che abbiano uno spiccato interesse per le relazioni internazionali (politiche, economiche e culturali) e la politica estera in generale. A fronte di indubbie soddisfazioni ci sono certamente dei sacrifici e la mancanza di punti di riferimento. Spostandosi ogni 3 o 4 anni si perdono amicizie e conoscenze e, chi ha famiglia, sottopone se' stesso e la propria famiglia a continui cambiamenti tra Paesi completamente diversi e dove, ogni volta, si deve rincominciare tutto da capo (casa, inserimento nella scuola, conoscenze, ambiente sociale, contesto culturale, alimentazione, clima e, in alcuni casi, pericoli).
Lo dico non per scoraggiare nessuno. Infatti e' una situazione piu' che gestibile da chiunque abbia pero' la chiara consapevolezza dell'esistenza dei problemi. Personalmente, anche se sono all'inizio della carriera, credo che sia una scelta vincente, che va affrontata con lo spirito giusto ma che, a mio parere, offre piu' elementi positivi che negativi.
Alla carriera diplomatica si accede attraverso un concorso pubblico che viene bandito quasi ogni anno.
Quindi un giovane amante dei rapporti internazionali, che vuole scoprire il mondo e che ritiene di potersi trovare a proprio agio a Parigi, a Kabul, a Montevideo, a Nairobi, a Mosca ed in ogni altra citta' del mondo, dovrebbe, negli anni dell'Universita', coltivare la conoscenza delle lingue e approfondire nel proprio curriculum universitario le materie del Concorso Diplomatico (per gli elementi piu' specifici rimando al sito del Ministero degli Affari Esteri www.esteri.it che riporta tutte le informazioni necessarie) . La carriera diplomatica e' aperta a moltissime lauree (giurisprudenza, scienze politiche, Economia, lingue, lettere, filosofia ecc.) ed una volta laureati la cosa migliore da fare e' iscriversi ad un corso di preparazione al concorso (ne esistono molti in Italia ed e' sufficiente consultare il sito www.esteri.it per conoscere gli indirizzi).
Il corso di preparazione, pur non essendo obbligatorio, e' opportuno per finalizzare la propria preparazione al Concorso.
di Alessandra Di Cesare
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