Prof.Pierluigi Molinari
Politecnico di Milano
Per avere un punto di vista autorevole sulla “questione domotica” abbiamo incontrato il Professor Pierluigi Molinari, Docente alla Facoltà di Design Industriale del Politecnico di Milano, dove tiene un corso indirizzato alla progettazione di prodotti per la “casa intelligente”.
MWm:C’è molta confusione, soprattutto, tra i non addetti ai lavori, sul termine domotica...
“Il termine domotica è una sorta di parolaccia che ha impedito che la parola e quindi anche il concetto che stava dietro alla parola venissero ben compresi. lo sono a favore della dizione anglosassone ‘smart house che però non possiamo usare qui in Italia, in quanto termine straniero. Meglio usare la sua traduzione, ‘casa intelligente in questo modo si comprende almeno il termine, anche se molti non sanno ancora cos’è”
MWm:Esiste attualmente un altro problema, quello dell’utenza domestica, che va dai neonati ai nonni. Ci sono generazioni che hanno rapporti facili con queste tecnologie e generazioni che non vi si avvicineranno mai. La domotica è dunque appannaggio solo delle nuove generazioni?
“La speranza che non sia così c’è sicuramente, la gente si evolve, l’informazione circola, la facilità d’uso inoltre è diventata quasi estrema. Basta pensare all’evoluzione di un qualsiasi prodotto e al progresso che si è fatto nella semplificazione delle funzioni, tutto è diventato più fruibile. Gli ultra sessantenni sono un quarto della popolazione italiana e sono tra i destinatari elettivi di alcune funzioni della domotica. Occorre che si faccia uno sforzo per rendere facili e accessibili questi strumenti. L’approccio alla tecnologia deve essere amichevole, semplice, efficiente, diretto. E un ruolo fondamentale lo svolge l’interfaccia del prodotto ‘intelligente’
MWm: All’Università lavorate anche sul design delle interfacce?
“Sì, quando gli studenti progettano un telecomando o un palmare, grazie anche alla collaborazione di un docente di informatica, devono fare anche un minimo di web design, interfaccia, schermate, costruzione del progetto del software. Dalla nostra facoltà escono molti ragazzi che poi scelgono di specializzarsi e lavorare nel web design e questo crea molti posti di lavoro e credo che porterà senz’altro a un miglioramento del design dell’interfaccia
MWm: Quali altre tipologie di prodotti “intelligenti” progettate al Politecnico?
“Cerco di spingere i ragazzi a fare quello che loro desiderano, con l’unico limite del tema, che è quello appunto del design per la ‘casa intelligente’ Quello che chiediamo è di avere una fattibilità di massima, cosa tra l’altro in cui le aziende che collaborano con la Facoltà ci danno una mano notevole, i progetti sono i più diversi, da un sistema di mobilità per disabili a un sistema di piccoli pannelli solari che scambiano energia con la casa, da uno zoccolo intelligente con applicate le prese di corrente ‘scorrevoli’ all’innaffiatura programmata e differenziata delle piante del giardino, per arrivare fino a un sistema di complessi stendibiancheria. Alcuni ragazzi si sono poi occupati di supporti per la tecnologia, per esempio i supporti per computer giocattoli per bambini altri alla progettazione di palmari per 11 controllo degli impianti domestici”.
MWm: La questione dei supporti è interessante:ci sono dei punti fermi, come per esempio la posizione del diffusore centrale in un impianto Home Theater: perché allora non esistono supporti adeguati a ospitare questi apparecchi?
“I mobilieri sono reticenti nel progettare e produrre a larga scala mobili adeguati alle tecnologie attuali. Questo avviene perché probabilmente è lontano dalla loro clientela, dalla loro mentalità. È una questione di atteggiamento, di mancanza di attenzione. In Italia forse non esistono industrie di elettronica forti, ma sicuramente esistono numerose aziende nel settore dei mobili, malgrado ci sembra che non siano abbastanza grandi per poter sostenere un’operazione di questo genere”
MWm: A che punto è, secondo Lei, la domotica in questo momento in Italia?
“L’ambito della domotica più avanzato, interessante e utile in questo momento è quello della sicurezza e del controllo della casa. Il telecontrollo è secondo me l’area più matura della domotica, in cui esistono degli standard definiti. Altrettanto importante è il settore della teleprogrammazione, ad esempio del riscaldamento. Nell’ambito degli elettrodomestici ‘intelligenti’ ritengo molto valida la funzione dell’autodiagnosi e il contatto con l’assistenza nel caso di guasto; questo lo vedo come un valore aggiunto. Sono convinto che la tecnologia stia camminando con delle linee molto precise, che quello della domotica diventi un mercato io non ho dubbi e credo che siamo agli inizi di un’avventura che per gradi entrerà in tutte le case”
MWm
Febbraio 2003
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