Sempre meglio che lavorare.
Il giornalista che vi ricama questa manfrina mente spudoratamente. Parola di Michele Brambilla, vicedirettore del quotidiano «Il Giornale», diciotto anni al «Corriere della Sera». Alcuni dei peggiori lavativi del mondo sono infatti giornalisti: dal “genio incompreso” allo specialista della pausa-caffè, dallʼinviato specializzato nelle creste sulle note spese al free-lance sempre in viaggio verso mete esotiche per scoop immaginari per non dire delle partite a poker in redazione e delle riunioni sindacali per decidere la partita di calcio fra scapoli e ammogliati.
L'autore ci fa entrare nelle redazioni dei grandi quotidiani italiani, per scoprire come si vive “dietro le quinte” del palcoscenico dellʼinformazione, fino a comporre un identikit romantico ma a tratti irriverente del giornalista.
Senza dimenticare, con un poʼ di nostalgia, i ritratti dei grandi personaggi del passato “visti da vicino” — da Montanelli a Buzzati, da Biagi alla Fallaci — e raccontando i protagonisti del presente — da Mieli a De Bortoli, da Belpietro a Feltri.
Un racconto divertente per sorridere di un mestieraccio che però continua a conservare un fascino ineguagliabile.










































