I frutti dimenticati
Con la sua assenza, aveva lasciato un vuoto clamoroso.
Ma la fantasia lo aveva trasformato in un uomo quasi magico, protagonista di imprese straordinarie.
Ora, quel padre da sempre ignoto è sbucato allʼimprovviso, lo ha rintracciato raccontando una bugia alla sua casa editrice.
Di punto in bianco, lui dovrebbe chiamare papà un uomo che “per me non è niente, non è nessuno”. Proprio quando diventa babbo anche lui, ma con una compagna che è non più sicuro di amare, mentre tutto sembra sfuggirgli di mano.
Non è facile diventare figlio e padre nello stesso momento.
Non è facile separarsi dalla madre del proprio figlio proprio in quel momento.
Per fortuna, cʼè un pozzo segreto e senza fondo a cui attingere.
Un pozzo scintillante di amicizie e passioni, racconti e personaggi, avventure reali e immaginarie: piante officinali dai profumi secolari e sogni che volano come mongolfiere, nonne dai poteri speciali e secoli di battaglie nascoste tra le foglie.
Per vedere sempre oltre, in mezzo alle onde della vita.
E trovare una lingua segreta con cui parlare al proprio figlio appena nato.
Questo romanzo di Cristiano Cavina è uno straordinario invito a scovare, proteggere e salvare ogni possibile frutto dimenticato. Un tributo profondo allʼamore, in ogni sua forma e stagione. E una conferma del potere vitale, rigenerante della narrazione e della fantasia.
L'autore
Cristiano Cavina è nato a Casola Valsenio, in provincia di Ravenna, nel 1974. Cresce con la mamma e i nonni materni in “un appartamento striminzito” delle case popolari: traboccante di energia “catastrofica”, si sfianca sul campo di calcio, macina chilometri in bicicletta. Ascoltando i racconti nei bar, sviluppa una passione viscerale per le storie: i libri diventano presto la sua seconda casa. Senza esagerare con gli studi e lavorando dove capita, comincia a sua volta a raccontare. Vince qualche concorso letterario; nel 2002 pubblica il primo romanzo, Alla grande, Premio Tondelli 2006, amato al punto da essere letto e messo in scena nei teatri e nelle scuole di tutta Italia e adottato da un intero paese del Piemonte nellʼambito dellʼiniziativa “Volvera legge Alla grande: un libro in comune”. Dopo Nel paese di Tolintesàc (2005) piccolo grande bestseller felliniano, e Unʼultima stagione da esordienti, epica comica e commovente dellʼadolescenza, possiamo dirlo forte: a Casola Valsenio cʼè uno scrittore vero, una delle rivelazioni più sorprendenti della nuova narrativa italiana.










































