Il turista
Milo Weaver era, infatti, un turista. Uno di quelli che, secondo il Libro nero del turismo - la bibbia, il Sacro Graal dei turisti, il loro manuale di sopravvivenza esistente soltanto in introvabili ventuno copie - è pronto a eliminare chiunque senza pietà, in ogni istante e in ogni parte del mondo.
Nessuno conosce il Libro nero del turismo. Nessuno sa chi siano i turisti, poiché i turisti non appartengono allʼintelligence, ai servizi segreti ufficiali di Stati e governi. Non si troverà mai un turista tra le spie, i burocrati, gli informatori che si esibiscono ogni giorno sulle pagine dei media di mezzo mondo.
I turisti non si vedono, non si dichiarano, non si conoscono, non parlano. Eppure sono la più organizzata, potente, feroce agenzia segreta che si conosca. Si muovono solo per le operazioni più oscure e gli scopi più inconfessabili, solo quando è in gioco davvero il potere e i delitti esigono veri, spietati professionisti.
Milo Weaver era uno di loro. Apparteneva a questo mondo oscuro del quale pensava di essersi definitivamente liberato, ma nessuno può liberarsi del turismo.
Grainger lo ha scovato di nuovo e gli ha ordinato di partire per la Francia per una sporca missione: trovare Angela, sua vecchia compagna di avventure che sta facendo il doppio gioco
Opera che «cattura il lato oscuro del nostro tempo» (The New York Times Book Review) con i suoi ambigui personaggi, agenti segreti completamente fuori della legge, privi di qualsiasi motivazione ideologica se non quella di una lotta per il potere da decifrare costantemente dietro la mendacità degli ordini, Il turista ha rivelato sulla scena letteraria internazionale il talento di Olen Steinhauer, «un autore che merita di essere accostato ai grandi scrittori di thriller» (Chicago Tribune).










































