Quando verrà la rivoluzione avremo tutti lo skateboard
Il motivo di tanta originalità? Said è figlio di comunisti: un padre che sembra Che Guevara, una madre che promette gli skate solo quando il proletariato vincerà.
Con un ritmo veloce e brillante, e la capacità di cogliere gli aspetti piú strambi dellʼesistenza, lʼautore ci sorprende col racconto autobiografico di una giovinezza irregolare, trascorsa in attesa di una rivoluzione sempre imminente e sempre rinviata.
“Il linguaggio di Sayrafiezadeh ha la ferocia e il sense of humour di un racconto di Charles Dickens”.
Paula Fox
“Un libro dʼesordio eccellente, preciso come un orologio”.
Dwight Garner, The New York Times
Traduzione di Elisa Comito

























