Le piante non sono angeli
Ma Celli si spinge oltre. Rielaborando sapientemente idee dei grandi naturalisti del passato, da Darwin a Haeckel a Fechner, avanza ipotesi e domande suggestive su unʼipotetica «intelligenza» delle piante. Come spiegare il caso della mimosa sensitiva che si ritrae a moʼ di difesa se viene urtata, ma poi si «abitua» a questo stimolo se ripetuto? Perché le piante rampicanti riescono a seguire il supporto a cui aggrapparsi anche se si sposta? Cosa le guida? La scoperta di unʼattività elettrica simile a quella dei nervi umani nelle radici delle piante può spingerci a ipotizzare che sia una forma di sistema nervoso dei vegetali? Di certo, se le piante mentono ai predatori, comunicano fra loro e si adattano alle pressioni dellʼambiente, allora vuol dire che in Natura lʼ«intelligenza» è un concetto molto più elastico di quanto siamo pronti a capire.
Giorgio Celli è uno dei più noti etologi e divulgatori scientifici italiani. Ha insegnato entomologia allʼUniversità di Bologna, dove è professore emerito. Coordina un gruppo di ricerca sulle alternative ai pesticidi in agricoltura, e sullʼape come organismo indicatore dellʼinquinamento ambientale e la sua etologia. Accanto al lavoro scientifico ha coltivato una parallela attività letteraria, interessandosi di teatro e arte. Ha fatto parte del «Gruppo ʼ63» e ha collaborato a numerose testate, tra cui, attualmente, «La Stampa». Della sua sconfinata bibliografia ricordiamo alcuni tra i libri più recenti: Etologia della vita quotidiana (Raffaello Cortina, 1992), Darwin delle scimmie (Bollati Boringhieri, 1999), Vita segreta degli animali (Piemme, 2002), I sette peccati capitali degli animali (Mursia, 2008). È stato autore e conduttore della fortunata trasmissione televisiva di Rai 3 Nel regno degli animali. Dal giugno 1999 al 2004 è stato parlamentare europeo.










































