Young Europe
È lʼinizio di una nuova razza. Perché è meglio. Perché non è importante amare. È importante non soffrire. È imperativo eliminare gli effetti collaterali. Tutto escludendo ogni informazione. Josephine è oltre il pensare. Lei e gli altri devotamente ignorano. Ha saltato tutte le generazioni. Questa è la vera novità. Saltano anche la propria. Non conosce i Queen, ma nemmeno i Radiohead. Kurt Cobain è unʼombra e i Beatles un nome che ha sentito ma che non associa a nulla. Nulla. La Francia è la più grande democrazia del mondo perché lʼha detto qualcuno. Il 1968 è lʼanno prima del 1969, Jean Luc Godard e Michel Gondry sono solo due nomi, forse due patrioti della rivoluzione francese. Josephine è con gli altri. Ognuno su una scialuppa, da soli, mentre la barca si allontana, e li lascia in mare aperto. Avenue du 8 mai 1945, numero 25. Millenovecentoquarantacinque. Il giorno dellʼinizio di una guerra. 0 della sua fine. 0 della morte di qualcuno. Non Napoleone, quello è più vecchio. No. Sì, è più vecchio. Basterebbe chiedere a tuo nonno, Josephine. È ancora vivo, lui saprebbe. Parlare con il nonno, parlare veramente. Farsi raccontare la guerra. Parlare con qualcuno. Aprire un libro. Sognare qualcosa. No, niente. Napoleone, 1945. Napoleone è morto, i nazisti lʼhanno esiliato. Poi gli hanno sparato. Ascoltava i Radiohead mentre lo portavano via allʼIsola dʼElba, sul fiume. “Young Europe” è una storia che ferisce in profondità. Scioccante, ironica.
Che è successo alla coscienza dellʼuomo? Che ne è stato della lotta degli opposti, di eros e thanatos, istinto di vita e di morte, principio generatore delle umane vicissitudini, di equilibrio, crescita ed evoluzione? E della sete di vita, unico motore et ambrosia di cui lʼindividuo ha bisogno di cibarsi? Ebbene, dove sono? Volete proprio saperlo? Beh, non possono che essere davanti alla tv, a guardare il Grande Fratello e a bersi una Coca Cola Senza Zucchero. 223 pagine per riassumere ed al contempo sviscerare una spinosissima tematica, peraltro già ampiamente affrontata nel contesto del PROGETTO ICARO: quella del risveglio delle coscienze e della sicurezza stradale. Matteo Vicino, responsabile dellʼagenzia di hostess e modelle più quotata dʼItalia, fotografo di successo, figura eclettica ed impegnativa. YOUNG EUROPE, non solo un progetto, ma una vocazione vera e propria, che nel corso degli anni ha cambiato pelle diverse volte, al fine di raggiungere e sensibilizzare il maggior numero di persone possibili. Lʼautore ha messo su carta il manifesto del proprio impegno, catturando volti, eventi e destini, ed impressionandoli su carta, con una crudità et crudeltà davvero insolite ed inusuali per i tempi che corrono, dove purtroppo è lʼanestetico a farla da padrone. Uno schiaffo per risvegliare dal torpore, ed una carezza per invitare a tenere occhi aperti e sinapsi funzionanti (
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