La città della luce tranquilla
Alto, esile e un po' impacciato, Geisler viene accolto con gioia dalla comunità, ansiosa di conoscere qualcosa della Cina e di Keng-Tze Nien, la rivolta dei Boxer durante la quale migliaia di cinesi cristiani e centottantasei missionari e i loro figli sono stati uccisi dai membri della Società segreta dei Pugni Giusti e Armoniosi. E la curiosità si trasforma in entusiasmo quando, con voce ferma, il missionario proclama che il cristianesimo non si fermerà mai in un paese dove oppiomani e mendicanti dormono per le strade.
Tra gli astanti più attenti alle sue parole vi è Will Kiehn, un ragazzo in apparenza goffo e svagato, in realtà animato da una risoluta fede in Dio.
Quando Geisler svela che è tornato a casa per cercare sostegno alla sua missione e portare con sé in Cina nuove reclute, Will non esita a proporsi e, raccolte le mele dal frutteto di casa, la torta di spezie e il tè, parte con lui alla volta del grande, sconosciuto paese orientale.
A loro si unisce Katherine Friesen, la giovane cognata di Geisler, una ragazza minuta ed esile che, coi suoi delicati occhi azzurri e i suoi capelli scuri raccolti in uno chignon, fa battere il cuore di Will.
Attraversato l'Oceano, risalito un canale e battuti i vecchi sentieri tracciati dagli esploratori, la spedizione raggiunge la missione di Geisler nella Pianura cinese settentrionale, una regione senza montagne a spezzare l'orizzonte, solo acri di buona terra da coltivare, la Grande Muraglia a nord e il Mar Giallo a est.
Là Will Kiehn scopre di essere l'uomo più felice della terra, poiché Katherine Friesen cede al suo corteggiamento e accetta di sposarlo. Dopo una festa nuziale a base di noodles fritti e gamberetti acquistati da un venditore ambulante, e una notte trascorsa a Shanghai nella minuscola cabina di una casa galleggiante, i due lasciano Geisler per andare a fondare una loro missione nel nord della Cina. Viaggiando a bordo di un carro giungono un giorno davanti a delle mura imponenti, un'immensa struttura grigia di mattoni, circondata da campi dove aleggia il profumo dolce e pulito del grano invernale. Sono le mura di Kuang P'ing Ch'eng, la Città della Luce Tranquilla nella quale vivranno per circa venticinque anni tra mendicanti, banditi, allevatori, studiosi e contadini, lutti e meravigliose avventure nel Regno di Mezzo alla soglia del XX secolo.
Avvincente romanzo che ci conduce in una Cina segnata da carestie, guerre intestine e povertà estrema, La città della luce tranquilla costituisce una splendida conferma del talento di Bo Caldwell, l'autrice di Mio padre danzava a Shanghai.










































