LA PANCA NEL LOGGIATO
Cina, anni Quaranta. Più precisamente, Cina sud-occidentale, fascia subtropicale, provincia dello Yunnan. Un palazzo rosso con un labirinto di stanze e corridoi e un albero maestoso sotto una finestra a forma di rombo. A raccontarci il brulichio, i grovigli e gli intrichi di chi ha abitato il palazzo in quegli anni è una donna cinese che siede di fronte a uno specchio. Si trova in una stanza semibuia di un anonimo palazzo di cui non si contano i piani nella Pechino caotica e tentacolare degli anni Novanta. Sete di potere, invidie e passioni. Concubine, tè, germogli di bambù e verdure in salamoia. Crepe nelle mura rosse del palazzo da cui germogliano piante impazzite. Fantasmi che si aggirano nelle segrete e nel cortile interno della residenza dei Zhang. Personaggi dai nomi impronunciabili le cui vite incrociano la storia del comunismo cinese, sia negli anni intensi precedenti alla fondazione della Repubblica Popolare di Cina che di quelli della follia della Grande Rivoluzione Culturale Proletaria. E poi, dovunque il colore rosso
Rosso il palazzo, rosse le acque del fiume Mekong che scorre impetuoso, rosso il sangue. Ma non è la solita storia. La Cina degli anni Quaranta di Lin Bai è un pretesto, una magnifica cornice per il racconto davvero rivoluzionario dellʼintimità femminile. Dalla vicenda di un controrivoluzionario giustiziato a morte emerge la storia disperata e conturbante di due donne che si appartengono. È il racconto del desiderio femminile. Se seguiamo Lin Bai compiremo un viaggio unico in un paese fuori dal tempo, senza le barriere tra passato e presente, tra realtà e finzione senza le distanze tra periferia e centro, tra sogno e veglia tra papaie, piogge infinite, pozioni magiche e fiori con corolle fatte di fucili.
La panca nel loggiato è davvero un sogno, un flusso inarrestabile di visioni, una scrittura del corpo.
Lin Bai
Lin Bai (il cui nome completo è Lin Baiwei) è nata nel 1958 a Beiliu, una cittadina nella provincia del Guangxi. Attualmente vive a Pechino ed è oggi una delle scrittrici più apprezzate da critica e lettori in Cina.
Inizia il proprio percorso letterario come poetessa. Nel 1985 diventa sceneggiatrice e si dedica prevalentemente alla narrativa, segnalandosi agli occhi della critica con racconti come Non lasciate i vostri innamorati (1989) e La pallottola attraverso la mela (1990) Lʼacqua nella bottiglia (1993) e La panca nel loggiato (1993), che affrontano senza veli tematiche quali lʼamore tra donne, il narcisismo o lʼautoerotismo. guadagnandosi il marchio di scrittrice estrema. Ma il maggior scalpore lo raggiunge con il romanzo semi-autobiografico La guerra di una persona sola censurato perché “pornografico” e “osceno”.
in Parla! Stanza (1997) Lin Bai indaga il mondo femminile nel suo incontro-scontro con la modernità e nellʼLʼinsetto del vetro (2000), sperimenta nuove modalità narrative con un un romanzo sul cinema. Registrazioni di chiacchiere femminili (2004) — trascrizione, infarcita di elementi di pura fantasia, delle chiacchiere di una contadina dello Hubei registrate dallʼautrice — vince la terza edizione del prestigioso Media Awards for Chinese Literature. Nel 2005, La guerra di una persona sola è alla sua ottava riedizione.